“Diversamente Cinema”: il progetto

Articolo a cura di: Emma Zorzo, Virginia Albanese, Irene Tota
Intervista: Marco Cecchetto

“Diversamente Cinema” è un progetto che consiste in una serie di incontri e di laboratori pratici basati sul linguaggio audiovisivo e cinematografico, nei quali vengono affrontate tematiche provenienti dall’Agenda 2030, come diversità e inclusione, parità di genere, accesso all’educazione, cultura della pace.

Un istante delle riprese

Lo scopo è di far provare in modo pratico ai ragazzi, ma anche a tutti coloro che vedranno i risultati dei laboratori, quanto sia importante partecipare attivamente, e costruttivamente, nella società.

”Diversamente cinema” sono due parole che sintetizzano perfettamente l’obiettivo di questo progetto: abbattere le diversità e includere tutti gli studenti in una sfida didattica attraverso il linguaggio del cinema e del giornalismo.

Il risultato di questo lavoro sarà un insieme di trailer di genere vario (giallo, commedia, thriller…) cui si uniranno un tg e un blog. I lavori verranno presentati in un evento finale, tra maggio e giugno, e nel sito web dedicato al progetto.

Il progetto viene supervisionato dal responsabile scientifico Andrea Bernardi, e viene svolto da due professionisti del settore cinematografico e multimediale, il dottor Tommaso Ferronato e la dottoressa Diana Mantegazza.

Due laboratori sono condotti dal presidente di ValdoTv, Sergio Capretta, che si trova nella doppia veste di partner del progetto e di curatore della parte comunicativa.

Incontro con gli Alpini

Il nostro istituto comprensivo è stato l’unico della regione Veneto ad essersi aggiudicato questa opportunità con il bando proposto l’11 febbraio 2020 da MIUR (Ministero dell’istruzione Università e Ricerca) e MIBACT (Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo), che hanno stanziato 30mila euro per questo progetto.  

Gli enti e associazioni coinvolti in “Diversamente Cinema”, che collaborano con la scuola e che forniscono agli alunni gli spunti su cui riflettere per realizzare i lavori, sono: 

  • L’Associazione Amami onlus per il Dopo di Noi di San Martino di Lupari
  • Il Gruppo Alpini di San Martino di Lupari
  • L’Associazione Venetica, cooperativa sociale
  • L’associazione ValdoTV
  • L’Università degli studi di Padova 
  • L’Amministrazione comunale di San Martino di Lupari

L’intervista ai professionisti

  • Quanto lavoro c’è stato per preparare il progetto?
    E’ uscito un bando nazionale on line che riguardava il cinema per la scuola – esordisce Tommaso Ferronato – Diana e io siamo laureati in questo campo e desideravamo cimentarci in tale impegno. C’erano soldi a disposizione, indispensabili per realizzare un buon progetto; tanto che all’inizio pensavamo di coinvolgere anche la scuola dell’infanzia. Poi però, leggendo bene il bando, abbiamo capito che non era fattibile. Scrivere l’intero progetto ci ha richiesto mesi di lavoro, dovevamo decidere una serie di cose: quali partner scegliere, quali classi coinvolgere. E’ stato un grande puzzle che ci siamo trovati a comporre – prosegue Tommaso – Avevamo partecipato al bando già l’anno scorso, ma non ci era andata bene, successivamente abbiamo inserito nella nostra proposta i partner del territorio e l’associazione Venetica per l’orientamento. Il raccordo col territorio è stato vincente. E’ stata la scuola a scrivere il progetto, noi abbiamo collaborato.
  • Perché proprio il tema dell’inclusione?
    E’ un tema presente nell’Agenda 2030, insieme al tema della cultura della pace, della solidarietà e del volontariato. Sono i temi incarnati dai nostri partner, l’associazione Amami e il gruppo Alpini.
  • Come sta andando il progetto secondo voi?
    Il progetto sta volgendo al termine. Il nostro ruolo primario, come formatori, si esplica nei laboratori, dove lavoriamo direttamente con gli alunni – continua Tommaso – Ogni laboratorio ha richiesto una fase iniziale in cui abbiamo cercato di costruire con i ragazzi un linguaggio comune, fatto di scene, inquadrature, stacchi, montaggio, musica e via di seguito. Progressivamente siamo entrati nel vivo del lavoro e ora “in classe ci sentiamo a casa”. Riceviamo dagli alunni un feedback positivo, malgrado la situazione complicata dal Covid.
  • I bambini si sono a un certo punto sbloccati – Interviene Diana Mantegazza – si sono sbloccate le loro emozioni, hanno superato l’imbarazzo, la loro partecipazione è stata completa. E’ stato bello vedere che gli alunni, pur seguendo le regole di sicurezza, riuscivano a rompere lo schema rigido imposto dalla particolare situazione scolastica ed entravano pienamente nell’attività.
  • Cosa farete ora, una volta finito il progetto?
    Faremo altri laboratori – Spiega Tommaso – sia pure meno ampi di questo, Diana li farà on line, io in presenza, in vari luoghi del Triveneto. Di solito ci adattiamo al contesto in cui lavoriamo, alle esigenze della scuola e alle caratteristiche del territorio. Diana si occuperà del tema delle donne e di foto storiche, io di ambiente e di Consorzi di bonifica. Per noi il bello è riuscire a passare dalla teoria al prodotto concreto.
  • La pandemia ha influito sull’andamento del progetto?
    Con la pandemia abbiamo dovuto rivedere le modalità di lavoro. La tecnologia certamente aiuta, ma è più complicato avere il feedback degli studenti e fare le cose in concreto. Stare vicini allo studente e aiutarlo in modo tempestivo durante il laboratorio per noi è fondamentale. Per noi è stata una messa alla prova e un fatto importante. Se il progetto non fosse stato questo, con la pandemia avremmo lavorato poco o saremmo stati addirittura fermi.
  • Se non aveste limiti di tempo e denaro, che cosa fareste?
    Faremmo un intero film, invece che brevi trailer, o serie di episodi, o comunque realizzeremmo laboratori con tutte le classi.
  • Avete avuto qualche sorpresa?
    Non mi aspettavo una tale profondità di scrittura delle storie – Ammette Diana – Certamente hanno influito le tematiche proposte da Amami, ma anche il periodo che stiamo vivendo ha giocato in questo senso: il laboratorio è servito come valvola di sfogo. I personaggi sono stati resi con uno studio più intimo, sono più scavati in profondità, si è badato più ai sentimenti che all’aspetto esteriore.

Articolo realizzato all’interno del laboratorio ValdoTv di “Diversamente Cinema dalla classe terza D. IC San Martino di Lupari

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.